Discussione sul contributo di Nino Lisi
“Territorio, Lavoro, Economia”
Cari Amici e Care Amiche,
qualche assenza ha tolto qualcosa alla nostra ultima riunione, ma sicuramente di più a chi non vi ha partecipato! Eravamo comunque in buon numero e si è lavorato con profitto: Nino ha relazionato sul suo intervento-contributo (che peraltro aveva mandato a tutti in anteprima) e vi sono stati diversi spunti di discussione (che proseguirà).
In particolare, sono venute fuori nuove proposte di lemmi dell’abecedario, come natura (M.A. Selvaggio), auto-organizzazione (Falco), o proposte già avanzate ma ribadite o limate da parte di Paradiso (internet), De Stefano (sviluppo), Valentino (laboratorio). Con una certa insistenza, è stato individuato un punto cruciale, che percorre e pervade un po’ tutti i discorsi: la crisi della modernità.
Insomma, c’è materia e voglia di fare, mi sembra; ci incontreremo lunedì 28 aprile, ore 16:30, nel mio studio all’Università. A ben rivedervi tutti.
Guido D’Agostino
Care amiche e cari amici ,
“Territorio, Lavoro, Economia”
Cari Amici e Care Amiche,
qualche assenza ha tolto qualcosa alla nostra ultima riunione, ma sicuramente di più a chi non vi ha partecipato! Eravamo comunque in buon numero e si è lavorato con profitto: Nino ha relazionato sul suo intervento-contributo (che peraltro aveva mandato a tutti in anteprima) e vi sono stati diversi spunti di discussione (che proseguirà).
In particolare, sono venute fuori nuove proposte di lemmi dell’abecedario, come natura (M.A. Selvaggio), auto-organizzazione (Falco), o proposte già avanzate ma ribadite o limate da parte di Paradiso (internet), De Stefano (sviluppo), Valentino (laboratorio). Con una certa insistenza, è stato individuato un punto cruciale, che percorre e pervade un po’ tutti i discorsi: la crisi della modernità.
Insomma, c’è materia e voglia di fare, mi sembra; ci incontreremo lunedì 28 aprile, ore 16:30, nel mio studio all’Università. A ben rivedervi tutti.
Guido D’Agostino
Care amiche e cari amici ,
faccio seguito con po' di ritardo - del quale mi scuso - al messaggio di Guido, per riferirvi sinteticamente della riunione di lunedì 31 marzo, i9n modo da rendere possibile anche a coloro che non hanno partecipato all'incontro di venire a conoscenza dei “nuovi spunti di riflessione”che a me è sembrato essere emersi durante la discussione della bozza di documento su "Territorio, Lavoro, Economia". Eravamo presenti (elencati per come eravamo seduti): Guido D'Agostino, Maria Paradiso, Gabriele Di Stefano, Maria Antonietta Selvaggio, Ugo Leone, Enzo Falco, Anna Maria Velentino, Nino Lisi, Felicio Corvese. Dopo una breve illustrazione del documento che avevo inviato, hanno preso la parola:
Gabriele che si è soffermato sul concetto di entropia, chiarendo come può esso può assumersi come chiave interpretativa di quanto sta avvenendo con la globalizzazione: la crescita comporta una paurosa produzione di entropia, il disfacimento dei sistemi (naturali e sociali come politici) sono fenomeni entropici. Decrescere significa ridurre l'entropia dei sistemi. A me è venuto in mente che potrebbe essere interessante applicare il concetto di entropia per interpretare la crisi della modernità in chiave di entropia. Chissà se Gabriele ci voglia provare,
Maria Antonietta, che, a proposito della modernità, ha ricordato come alla sua origine d ci sia stato un forte dibattito circa il paradigma fondativo: da un lato i sostenitori di una visione meccanicistica della natura (Bacone, ad esempio) e dall'altro i fautori di una visione organicista (G. Bruno, sempre ad esempio). Prevalse la visione meccanicistica. A me è venuto in mente che quel dibattito ebbe quali protagonisti pensatori del Mezzogiorno d'Italia, perché tra i fautori ella visione organicista c'erano Telesio e Campanella, oltre Bruno, esponenti del "naturalismo mediterraneo".Inoltre ha sostenuto Maria Antonietta che sarebbe preferibile (o più prudente) arlare di "modernità riflessiva" cioè di una fase in cui la modernità deve riflettere su se stessa, piuttosto che di crisi della modernità. Ha poi fatto cenno ad un testo su democrazia e lobalizzazione, che le abbiamo chiesto di diramare,
Ugo che non potendosi trattenere ha preannunciato alcune sue riflessioni sul documento in iscussione, che avrebbe diramato per posta elettronica;
Ugo che non potendosi trattenere ha preannunciato alcune sue riflessioni sul documento in iscussione, che avrebbe diramato per posta elettronica;
Enzo, che, dichiaratosi in via di massima d'accordo con le tesi esposte nel documento, ha dichiarato la propria intenzione a elaborare un testo sull'impatto che crisi della modernità e globalizzazione hanno sulla politica ed particolare sull'atteggiamento dei giovani nei confronti della politica, Anna Maria, che a proposito delle tecnologie informatiche e telematiche (portato della modernità) si è proposta per indagare il loro impatto a livello di società e di giovani, su come esse possono stimolare soggettività nuove e tipi nuovi di relazioni anche in territori considerati meno "avanzati" di altri e suscitare forme di aggregazione e di esperienze "alternative".
Maria Antonietta ha accennato a questo riguardo a esperienze che si stanno ealizzando in Marocco,
Felicio, anch'egli consenziente in sostanza con il documento, che si è soffermato su come il Mezzogiorno sta reagendo o non sta reagendo a quanto sta accadendo, sulla cultura asfittica che caratterizza quello che ha chiamato il "ceto civile angusto" del Mezzogiorno. Si è proposto di indagare su questo tema.
Guido, che ha svolto il suo ruolo di moderatore intrecciando di volta in volta il suo intervento con quello di chi interveniva, sia per mettere a fuoco i lemmi dell'abecedario sia per richiamare il punto di vista che dovrebbe in qualche modo collegarli, che è quello del Mezzogiorno, o meglio dei termini in cui oggi si presenta la questione meridionale.
Guido, che ha svolto il suo ruolo di moderatore intrecciando di volta in volta il suo intervento con quello di chi interveniva, sia per mettere a fuoco i lemmi dell'abecedario sia per richiamare il punto di vista che dovrebbe in qualche modo collegarli, che è quello del Mezzogiorno, o meglio dei termini in cui oggi si presenta la questione meridionale.
Personalmente ho trovato l'incontro molto interessante e stimolante ed ho tratto il convincimento di dover completare il mio documento con due paragrafi, uno per spiegare in cosa e come centri il Mezzogiorno nella riflessione che ho tentato di sviluppare e l'altro per argomentare il motivo per il quale ho scelto come punto di osservazione la "crisi della modernità". Inutile dire che spero di non aver travisato il pensiero di alcuno e che sarebbero in ogni caso utili correzioni ed integrazioni. Profitto per segnalare che nella rete dei destinatari dei nostri messaggi figurano due nuovi indirizzi (di cui non disponevo prima) segnalatimi da Guido, di amici interessati all'iniziativa dell'abecedario: Nicola Sorbo e Sergio Vellante.
Un saluto cordiale.
NinoLisi
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