Integrazione di Enzo Falco
Un Sud senza Piani Regolatori
Parlando di memoria e territorio, facevo riferimento alla necessità di comprendere perchè nei Comuni del Sud, o non esistono Piani urbanistici o, quando ci sono, non consentono la "costruzione" della città pubblica. Questo ha determinato come conseguenza non solo la perdita completa di identità dei nostri centri storici, ma anche la realizzazione di periferie (per lo più abusive) squallide e senza alcun intreccio con le altre parti delle città. Il ricorso, per quanto riguarda l'edilizia residenziale, alle aree ex l.167 e peggio ancora realizzata con la ex l.219 (quartieri costruiti dopo il terremoto), ha creato veri e propri ghetti per chi ci abita e per chi sta fuori (vedi Parco verde di Caivano o le Salicelle di Afragola). Da ultimo una considerazione sul paesaggio agricolo. Il passaggio da un'agricoltura e da un consumo legato alla stagionalità che faceva della rotazione delle colture il suo pregio maggiore, ad un'agricoltura fortemente intensiva che puntasse a stare "prima" di altri sui mercati, ci ha consegnato un paesaggio squallido. Abbiamo sostituito le bellissime "viti maritate ai pioppi" con le serre di plastica che alla fine del ciclo lavorativo infestano dappertutto la campagna o peggio ancora vengono bruciate ai margini dei campi, insieme al polistirolo (utilizzati per la semina), determinando una concentrazione di diossina spaventosa.In più abbiamo perso un patrimonio di biodiversità straordinario, a partire dal pomodoro San Marzano. Qualcosa per recuperare questi antichi prodotti lo sta facendo la Regione Campania che in un campo sperimentale di Cancello (Vicino Acerra) sta recuperando quello che hanno chiamato "l'orto di Napoli": fagioli a formella, mais spogna bianca, zucchina San Pasquale, zucca lunga napoletana, pomodorini al piennolo gialli, torsella (antico cavolo greco già conosciuto ai tempi dei romani perchè combatteva il cancro alla mammella), ecc..
Enzo Falco
1 commento:
Paesaggio Illegale
Enzo ha toccato un tema da me trattato, devo dire succintamente, in un intervento al Convegno di Caserta "Legalità e diritti del 22-23 aprile organizzato da Felice Corvese. Lì parlavo di "Paesaggio illegale", di come cioè il paesaggio urbano e rurale abbia trovato nella speculazione e nel fallimento dell'urbanistica (la domanda di Enzo), la sua nuova matrice di trasformazione. Vi mando il resumée per tentare poi una esposizione estesa dei punti individuati (l'intervento a Caserta era a braccio). In quell'occasione potrò rispondere esaurientemente alla domanda di Enzo. Intendo trattare il paesaggio come la storia delle successive registrazioni del land use, dunque la sede della memoria del territorio (e così abbiamo legato due parole del nostro sempre più interessante e difficile glossario).
Fatemi studiare un attimo e poi...
Aldo Vella
Posta un commento