Una lettera dal Guatemala
di Gerardo Lutte *
E' deceduta l'altro ieri in ospedale, dopo che un autista ubriaco, intenzionalmente dicono alcuni, l'avesse investito sulla strada dove chiedeva l'elemosina. Rosa, Sofia, Tiziana, Laura e le altrestudentesse che erano venute nel '99 in Guatemala si ricorderanno di lei. L'avevo conosciuta nel 97. Aveva dieci anni, era una ragazza sveglia, intelligente, piena di gioia di vivere, con un sensoincredibile di umorismo. Si vestiva da plagliaccia e andava nei busper guadagnarsi qualche soldo,Nel '98, i commercianti del mercato del quartiere "La Parrocchia" avevano deciso di cacciare il gruppo di una quarantina di bambine, bambini e adolescenti che si erano costruito una capanna nel piccolo parco, non lontano dal mercato. Un giorno, un uomo aveva sparato all'impazzita con un fucile automatico sul gruppo delle ragazze e ragazzi promettendo di tornare per sterminarli tutti. Con l'aiuto di associazioni, avevamo iniziato un dialogo con il comitato dei venditori. Un pomeriggio, c'era una riunione nel mercato e Mishell prese la parola: "Voi, dopo il lavoro avete la fortuna di tornare a casa vostra, ma noi, che siamo stati costretti a lasciare la nostra famiglia per vari motivi, la nostra casa la capanna che volete distruggere. Anche noi abbiamo bisogno di un tetto e la nostra famiglia, ora, quella che vive nella capanna". Tutto detto con una voce chiara e convincente, senza esitazioni, come un oratore nato.Di lei mi tornano in memoria tanti altri episodi. Mi ha annunciato oggi la triste notizia della sua morte, Grecia, compagna di quei tempi gi anziani. Da anni, Grecia vive fuori della strada, ha due figli e per vivere vende creme e lozioni di bellezza che lei stessa fabbrica.Mishell non aveva avuto la stessa determinazione per uscire dalla strada. Era diventata dipendente dal crack, una droga brutta e tenace. Poi aveva avuto una figlia e tentava di vivere lontano dalladroga, un piede dentro la strada e l'altro fuori. Per vivere, custodiva carri o chiedeva l'elemosina. Per anni l'avevo cercata invano e finalmente l'anno scorso era venuta a trovarmi con suasorella minore, anche lei con una lunga storia di strada e con due figli. L'avevo rivista per caso quest'anno e l'avevo invitata a frequentare il gruppo delle quetzalitas. Lei si vergognava. Questoluned, Grecia e sua sorella Jennifer l'avevano convinta a venire la prossima domenica al gruppo delle quetzalitas. Aveva il desiderio di una vita differente. Non far parte delle quetzalitas, ma la voglio vedere come una quetzalitas che ha preso il volo irresistibile verso il sole, le stelle, un mondo di rispetto e di felicit che cercava quando, piccolina, aveva deciso l'avventura della strada. Adesso rimane un'orfana in pi in questo paese dove la morte facile.Grecia, disperata per la morte dell'amica pi cara, ha deciso per amore per lei a convincere la sorella a entrare con i suoi due bimbi a nella casa dell'otto marzo.Oggi vi ho parlato di due partenze: quella di Vittorio Foa a 98 anni e quella di Mishella a 21 anni, due vite segnate dalla ricerca dell'amicizia, della felicit, delal giustizia. Per non giusto morire cos a 21 anni, non giusto vivere così a 21 anni
Gerardo
* Gerardo Lutte, gài ordinario di psicologia dello sviluppo all'Università di Roma La Sapienza, fondatore ed animatore del Mojoca, movimento autogestito dei ragazzi e delle ragazze di strada nella Città di Guatemala. Le quetzalitas sono un gruppo del Mojoca e la casa 8 marzo una casa nella quale vivono insieme una decina di ragazze che sono uscite dalla strada ed i/le loro bambini e bambine
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