domenica 13 luglio 2008

UN'INTELLETTULITA' ASSENTE CHE INTELLETTUALITA' E'?

Un'assenza che si è fatta notare
di Carla Maiorano
L’intenzione davvero ambiziosa degli organizzatori dell’incontro pubblico che si è tenuto il 3 luglio
scorso a Serra di Cassano dal titolo: “Ripensare la città partendo dagli ultimi”, era stanare i
ceti borghesi e intellettuali che continuano ad assistere silenti al degrado della città.
Questa intenzione è apparsa molto chiara nelle parole di uno dei promotori, padre Alex Zanotelli, il quale ha rivolto un vero e proprio appello affinché la classe degli intellettuali sposi la causa degli
“ultimi”.
Nonostante le buone intenzioni degli organizzatori e il risultato positivo di aver radunato nella
stessa sala alcuni esponenti progressisti delle professioni e delle competenze di questa nostra
sfortunata città (Psichiatria Democratica, Medicina Democratica, Giuristi Democratici e Magistratura Democratica), si sono registrate grandi assenze.
Gli assenti erano gli esponenti del mondo accademico, quei professionisti e intellettuali che sono
stati sempre presenti ai Forum del Sindaco di Napoli e che siedono comunemente ai tavoli della
Regione, schiere di persone autorevoli che accattonano incarichi, consulenze, collaborazioni alle
varie istituzioni di governo e che, di fatto, hanno contribuito a determinare la situazione di sfascio
attuale.
La difficoltà di coinvolgere questi soggetti forse si spiega con l’ asserzione di uno dei presenti che
lapidariamente ha detto “la borghesia aristocratica napoletana ha gli stessi valori della società
illegale”.
Alla lucida analisi sulla condizione attuale della città sviluppata da alcuni dei partecipanti, fra cui lo stesso Zanotelli, Andrea Morniroli di Cantieri Sociali, Sasà di Fede del Comitato Albergo dei
Poveri ed altri, non ha fatto riscontro una chiarezza degli intenti e delle azioni da intraprendere.
Vaghi i proponimenti: dal fare rete, al sollecitare un movimento di cittadinanza attiva, al partire
dalla denuncia. Di fatto non è chiaro a nessuno quali possono essere gli strumenti per far incontrare lungo uno stesso percorso di rinascita sociale di Napoli, le intellettualità, i cittadini e gli esclusi di questa città.
Questa vaghezza, questo disorientamento di coloro che volenterosamente intendono inventare
nuove forme della politica e della militanza sociale, si scontra con la lucidità e la determinazione
dei poteri forti, di quei poteri che determinano la “Shock economy” come la definisce Noemi Klein.
Come ricordava Zanotelli il Decreto sui rifiuti in Campania è la dimostrazione di come uno Stato,
grazie alle emergenze ambientali da esso stesso determinate, imponga con l’esercito gli interessi dei potentati economico-finanziari.
E poi, ultima questione che mi viene di sollevare, come potrebbe concretizzarsi questa ipotetica
alleanza fra gli ultimi e il ceto intellettuale, tenuto conto che i poveri, gli esclusi sono diventati
nell’immaginario dei benpensanti i veri criminali e/o i nemici?
Aspettiamo di vedere i prossimi passi e il prosieguo dell’iniziativa con il nostro solito
atteggiamento curioso e attento a tutto quello che si muove in città.
Carla Majorano

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