Lettera pubblicata da REPUBBLICA IL 1°LUGLIO 2008
di Ugo Leone
Caro Direttore, da un po' di giorni sento e leggo discutere sulla opportunità di impiantare un inceneritore di rifiuti ad Agnano trattandosi di un'area vulcanica.
Certo, la scelta di un sito che deve accogliere un impianto industriale o di produzione di energia deve tener doverosamente conto delle caratteristiche naturali e, tanto più, di quelle che possono essere soggette al manifestarsi di fenomeni naturali a rischio. Ma nel caso specifico direi che se i Campi Flegrei "decidessero" di eruttare la presenza di un inceneritore non credo accrescerebbe le già catastrofiche dimensioni del rischio. Ben diverso sarebbe il discorso se si trattasse di una centrale nucleare.
Perciò non tanto su questo aspetto mi sembra si debba soffermare la riflessione bensì sull'opportunità di un quarto inceneritore. Come sai e come sa qualche "mio" lettore non ho mai esitato a considerare gli inceneritori una delle possibili chiusure del ciclo dei rifiuti. Ma ho sempre sostenuto, anche, che le altre fasi del ciclo (riduzione della produzione di rifiuti, drastica separazione della frazione umida da quella secca, massima differenziazione e riciclo di quest'ultima) sono di fondamentale importanza e sono intimamente collegate anche per portare quanto meno rifiuti in quante meno discariche possibile.
Mi è sempre sembrato che questa scelta fosse anche quella auspicata dalla gran parte dei sempre più numerosi interlocutori (e decisori) del problema rifiuti. Ora, però,mi pare abbastanza evidente che le scelte vanno in altra direzione. Infatti, costruire inceneritori ha senso se li si alimenta a sufficienza. Per farlo in un numero rilevante di impianti mi pare, a lume di naso, che non si può contemporaneamente puntare sulla differenziazione spinta. Ma quest'ultima, oltre ad essere in tutti i programmi "virtuosi" di smaltimento, non è anche prescrizione della legge Ronchi? E una legge va rispettata. Capisco (mica tanto) gli interventi in deroga per liberare le strade dai cumuli di rifiuti, ma
le deroghe possono essere giustificate solo dall'emergenza. Se si prolungano oltre si trasformano in regole.
Saluti cordiali
Ugo Leone
Caro Direttore, da un po' di giorni sento e leggo discutere sulla opportunità di impiantare un inceneritore di rifiuti ad Agnano trattandosi di un'area vulcanica.
Certo, la scelta di un sito che deve accogliere un impianto industriale o di produzione di energia deve tener doverosamente conto delle caratteristiche naturali e, tanto più, di quelle che possono essere soggette al manifestarsi di fenomeni naturali a rischio. Ma nel caso specifico direi che se i Campi Flegrei "decidessero" di eruttare la presenza di un inceneritore non credo accrescerebbe le già catastrofiche dimensioni del rischio. Ben diverso sarebbe il discorso se si trattasse di una centrale nucleare.
Perciò non tanto su questo aspetto mi sembra si debba soffermare la riflessione bensì sull'opportunità di un quarto inceneritore. Come sai e come sa qualche "mio" lettore non ho mai esitato a considerare gli inceneritori una delle possibili chiusure del ciclo dei rifiuti. Ma ho sempre sostenuto, anche, che le altre fasi del ciclo (riduzione della produzione di rifiuti, drastica separazione della frazione umida da quella secca, massima differenziazione e riciclo di quest'ultima) sono di fondamentale importanza e sono intimamente collegate anche per portare quanto meno rifiuti in quante meno discariche possibile.
Mi è sempre sembrato che questa scelta fosse anche quella auspicata dalla gran parte dei sempre più numerosi interlocutori (e decisori) del problema rifiuti. Ora, però,mi pare abbastanza evidente che le scelte vanno in altra direzione. Infatti, costruire inceneritori ha senso se li si alimenta a sufficienza. Per farlo in un numero rilevante di impianti mi pare, a lume di naso, che non si può contemporaneamente puntare sulla differenziazione spinta. Ma quest'ultima, oltre ad essere in tutti i programmi "virtuosi" di smaltimento, non è anche prescrizione della legge Ronchi? E una legge va rispettata. Capisco (mica tanto) gli interventi in deroga per liberare le strade dai cumuli di rifiuti, ma
le deroghe possono essere giustificate solo dall'emergenza. Se si prolungano oltre si trasformano in regole.
Saluti cordiali
Ugo Leone
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